Versione inglese

HRW: ancora minacce contro le donne

Human Rights Watch, 9 maggio 2002

Le donne afghane continuano a temere la violenza fisica e l'insicurezza, anche dopo la fine del regime dei talebani in Afghanistan, afferma oggi l'Osservatorio per i diritti umani (HRW).

Violenza sessuale da parte di fazioni armate e molestie pubbliche connesse alle leggi repressive dei talebani continuano a limitare la libertà di movimento e di espressione delle donne, nonche la scelta dell'abbigliamento, sostiene l'Osservatorio in un comunicato per la stampa pubblicato oggi.

«Le donne potranno partecipare alla ricostruzione dell'Afghanistan solo se sono fisicamente sicure», ha dichiarato LaShawn R. Jefferson, direttore esecutivo della sezione dell'Osservatorio che si occupa dei diritti delle donne. «La comunità internazionale deve agire adesso per porre fine alla violenza contro le donne.»

Nelle sue 11 pagine il rapporto, dal titolo «Coprirsi: le donne in Afghanistan dopo i talebani», documenta casi di attacchi e minacce contro le donne, inclusi stupri e altre forme di violenza sessuale, e il loro effetto sulla partecipazione femminile alla società civile.

A partire dalla fine del governo talebani nel novembre 2001, donne e ragazze hanno avuto un maggiore accesso all'istruzione, alle cure mediche e al mercato del lavoro. Contemporaneamente, molte afghane vivono ancora in un ambiente nel quale la loro incolumità fisica è costantemente a rischio. Il rapporto pubblicato dall'Osservatorio descrive numerosi casi di violenza sessuale nella città settentrionale di Mazar-i-Sharif, compresi stupri di gruppo.

Molte donne continuano a limitare i loro spostamenti e a indossare il burqa, un abito che copre dalla testa ai piedi, per la loro sicurezza fisica, nonostante le leggi promulgate al tempo dei talebani che lo rendevano obbligatorio non siano più in vigore.

In seguito alla cacciata dei talebani dal potere, i mezzi di comunicazione hanno mostrato alcune donne che si toglievano il burqa, un'azione che dava l'impressione che fossero pronte a mostrare in pubblico la faccia e a smettere di indossare un tale lenzuolo. In realtà, mentre scriviamo, le donne di Kabul e di Herat continuano ad indossare il burqa quando escono in strada. Molte intervistate hanno confessato di avere paura di andare in giro a volto scoperto. Le loro motivazioni erano varie, ma la risposta più comune era la paura «degli uomini armati». Si tratta di un riferimento agli ex mujaheddin o membri della resistenza - coloro che hanno combattuto sotto il comando dei vari signori della guerra nelle varie fasi delle guerre in Afghanistan. Molti combattenti hanno seppellito le loro armi quando i talebani hanno conquistato il potere, ma le hanno disseppellite non appena sono stati cacciati, e alcuni hanno cominciato a rapinare e saccheggiare le case. A Kabul, soltanto in un mese, ci sono state oltre 1000 rapine e un elevato numero di omicidi, dopo la partenza dei talebani. La paura è un aspetto significativo delle storie di donne raccolte durante questa ricerca. La maggior parte delle donne non riescono a ricordare periodi in cui non abbiano provato paura. I loro timori spiegano in parte perché le donne hanno scelto di continuare a mettersi il burqa anche dopo la caduta dei talebani. Senza dubbio gli occidentali si sono concentrati troppo sulla questione del burqa. Nel clima politico che ha seguito i talebani, il burqa è diventato più un metro per misurare il livello di insicurezza percepito dalle donne che una questione dei loro diritti. Ufficio del Coordinatore dell'ONU per l'Afghanistan
febbraio 2002

L'Osservatorio per i diritti umani ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché sostenga l'estensione del mandato e della durata dell'ISAF (la Forza internazionale di assistenza alla sicurezza dell'Afghanistan), aumenti le risorse stanziate per il monitoraggio dei diritti umani in Afghanistan e conceda assistenza finanziaria e operativa diretta al ministero afghano per gli Affari femminili.

Inoltre, l'Osservatorio ha chiesto al governo provvisorio e agli enti locali di prendere tutti i provvedimenti possibili per proteggere le donne dalle violenze sessuali e da quelle legate al sessismo, e per assicurare alla giustizia chi se ne dovesse macchiare. L'Osservatorio ha inoltre raccomandato al Ministero della giustizia di abrogare le leggi discriminatorie nei confronti delle donne e in contrasto con il diritto internazionale e con i trattati sottoscritti dall'Afghanistan.

Il documento è disponibile online all'indirizzo
http://hrw.org/backgrounder/wrd/afghan-women-2k2.htm