HRW: I signori della guerra ostacolano il processo della Loya Jirga

AFP, 13 giugno 2002

NEW YORK, 13 giugno (AFP) - Secondo quanto riferito da HRW lo scorso giovedì, i signori della guerra stanno infiltrandosi nella Loya Jirga, l’assemblea tradizionale afghana, chiamata ad eleggere un governo rappresentativo.

I delegati alla Loya Jirga sono obiettivo di intimidazioni e controllo da parte dei servizi segreti afghani, secondo quanto riportato da HRW.


Lakhdar Brahimi, inviato delle Nazioni Unite in Afghanistan, dice: «Le votazioni per la Loya Jirga, sono state contaminate dalla violenza e dalla compravendita dei voti … Si sono verificati tentativi di manipolazione e violenza, ricorrendo a denaro e minacce».

ABC News, 12 giugno 2002

Il ministro per i diritti delle donne del governo ad interim dice: «Questa non è una democrazia! Ogni cosa è stata decisa da chi ha il potere adesso».

BBC, 12 giugno 2002

Mir Mohammed, un altro delegato da Kabul, ha detto: «Stavo pensando di votare per Karzai questa mattina, ma dopo aver udito il suo discorso ho capito che non è in grado di risolvere i problemi dell’Afghanistan. Ha nominato soltanto i comandanti provenienti dalle fazioni armate. Loro lo sostengono. Com’è possibile che chi ha distrutto Kabul, ucciso decine di migliaia di persone, sia ancora al potere? Come possono essi risolvere i problemi dell’Afghanistan?»

The Independent, 14 giugno 2002

«Ci avevano detto che questa loya jirga non avrebbe accettato persone con le mani sporche di sangue, ma sono ovunque. Non riesco a capire se questa sia una loya jirga o una riunione di comandanti», sono le parole di Safar Mohammed, che hanno animato gli applausi dei suoi compagni delegati.

The Guardian, 13 giugno 2002

Il rappresentante dell’Unione Europea Klaus-Peter Klaiber ha affermato di essere rimasto sorpreso nel vedere la partecipazione alla loya jirga dei signori della guerra. «Ero incredulo nel vedere i cosiddetti signori della guerra seduti assieme in prima e seconda fila».

Brendan O’Neill, 13 giugno 2002

Secondo quanto affermato da Saman Zia-Zarifi, di HRW: «Dopo aver sabotato il processo elettorale in molte regioni dell’Afghanistan, i signori della guerra stanno ora tentando di sabotare la stessa Loya Jirga».

HRW aggiunge: «Se i signori della guerra avranno successo nel loro intento, la sicurezza della popolazione afghana sarà messa nelle mani di chi, in realtà, la minaccia». Gli Afghani hanno nominato oltre 1500 rappresentanti del popolo alla Loya Jirga, una riunione tradizionale di capi-villaggio, chiamata per colmare il vuoto di potere lasciato dalla caduta dei Talebani nelle mani degli Afghani, degli USA e delle forze internazionali.

La Loya Jirga si è riunita martedì. «Martedì, i signori della guerra, non invitati, sono stati ammessi all’interno della tenda in cui la Loya Jirga si era riunita, mescolandosi ai delegati e minacciando quanti ne chedevano l’espulsione o si opponevano ai loro piani».

«Molti delegati, tra cui alcune donne, sono state minacciate per essersi lamentate della presenza dei signori della guerra all’assemblea nazionale. Altri delegati hanno mostrato preoccupazione per la massiccia presenza di agenti dei servizi segreti afghani», si legge nel rapporto HRW, in cui viene criticato anche il ruolo degli Stati Uniti.

Zia-Zarifi aggiunge: «L’inviato degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, è stato uno strumento per accantonare il precedente re Zahir Shah. Khalilzad ha agito in netto contrasto col tentativo, fallito, del governo americano, di far rispettare gli accordi di Bonn sull’esclusione dei signori della guerra dalla Loya Jirga.»

Secondo quanto riportato da alcuni delegati intervistati da HRW, «I più potenti tra i signori della guerra si sono riuniti lunedì notte per spartirsi i poteri nel prossimo governo».

Nonostante le leggi della Loya Jirga vietino a chi si è macchiato di crimini contro l’umanità di sedere al consiglio, secondo quanto denunciato da HRW, nessun signore della guerra è stato escluso, «nonostante tra i delegati fossero presenti alcuni tra i più feroci signori della guerra».

Un delegato, che ha chiesto di mantenere l’anonimato, afferma: «Siamo ostaggi della gente che ha distrutto l’Afghanistan e che ora cerca di legittimare il proprio potere.»