La polizia afgana accusata di abusi

Reuters, 12 marzo 2003

KABUL (Reuters) - Amnesty International ha lanciato mercoledì un appello, affinché in Afghanistan la polizia si impegni per impedire che gli agenti continuino a violare i diritti umani e comincino a proteggere la popolazione.

Il ‘cane da guardia’ dei diritti, con sede a Londra, ha le prove che la polizia afgana utilizza metodi di tortura durante gli interrogatori.

Rigardo la riorganizzazione delle forze di polizia in Afghanistan, l'associazione ha dichiarato: «Non solo la polizia è incapace di garantire il rispetto dei diritti umani in Afghanistan, ma gli stessi membri della polizia sono coinvolti in violazioni dei diritti umani.»

Secondo quanto riportato da Amnesty, la polizia è sospettata di ricorrere ai pestaggi e all'elettro-shock durante gli interrogatori.

L'anno scorso la Germania ha iniziato ad aiutare la riorganizzazione della polizia in Afghanistan, ma il processo è molto lento, sia per la scarsità del salario, sia per la mancanza di dotazioni di base, come penne e carta.

«La ricostruzione di una forza di polizia professionale che faccia fronte alle ingiustizie commesse sul territorio richiede urgente attenzione», aggiunge Amnesty, sollecitando la comunità internazionale a fornire supporto tecnico ed economico.

In Afghanistan esistono circa 50mila agenti di polizia, ma la maggior parte sono ex-combattenti con poco o nessun addestramento, che non costituiscono una struttura civile compatta.

Sono ancora leali ai comandanti regionali con i quali avevano combattuto contro il precedente regime talebano, dichiara Amnesty, aggiungendo: «Molti dei mujaheddin sono stati coinvolti in conflitti armati per la maggior parte della loro vita, e sono quindi abituati ad agire nell'impunità».

Una forza di sicurezza internazionale controlla Kabul, dove la vita è tornata quasi alla normalità dopo anni di guerra.

La coordinatrice per Amnesty in Afghanistan, Margaret Ladner, ha riferito ai giornalisti che non è stato possibile per il gruppo accedere al centro di detenzione americano di Bagram, a nord di Kabul, per indagare su alcune accuse di tortura.

Dice: «Le denuncie su presunti atti, passati e presenti, di tortura, crudeltà, trattamenti disumani o punizioni nelle strutture americane, richiedono un'indagine».

Gli ufficiali americani sostengono che i detenuti sono trattati secondo i loro diritti.

Il comando militare americano sta conducendo indagini sulla morte, archiviata come omicidio, di due afgani, avvenuta nel centro di Bagram a dicembre.

Molti dei prigionieri nel centro di detenzione sono sospettati di essere membri del gruppo talebano e della rete di al-Qaida, accusata degli attentati dell'11 settembre 2001.