Gli Stati Uniti rischiano di perdere la pace in Afghanistan

Reuters, 18 giugno 2003

di Grant McCool

NEW YORK (Reuters) - Secondo quanto pubblicato mercoledì in un rapporto non governativo, l'Afghanistan corre il rischio di ripiombare sotto il controllo dei signori della guerra e gli Stati Uniti di subire una disfatta nella “guerra al terrorismo” a meno che Washington non rafforzi il governo di Kabul.

Si raccomanda che l'amministrazione Bush sostenga il presidente Hamid Karzai e attivi rapidamente supporti internazionali per la ricostruzione economica, diplomatica e giuridica dell'Afghanistan.

Il rapporto è stato in parte voluto dal Consiglio per le Relazioni Estere e la Asia Society di New York, attraverso una task force di 60 esperti in campo diplomatico, economico e umanitario. Questi hanno analizzato la situazione afgana partendo dall'invasione della coalizione guidata dagli Stati Uniti.

«Fino a che la situazione non migliora, l'Afghanistan rischia di scivolare di nuovo nell'anarchia e nel regime dei signori della guerra, che hanno prevalso durante gli anni '90 e hanno aiutato i talebani a prendere il potere», si legge, facendo riferimento al gruppo fondamentalista islamico che ha governato il paese, che conta 28 milioni di abitanti, dal 1996 fino agli attacchi degli Stati Uniti nel 2001.

«Una tale ricaduta avrebbe conseguenze disastrose per l'Afghanistan e sarebbe un duro colpo per la guerra degli Stati Uniti contro il terrorismo», è quanto si legge nel rapporto Afghanistan: Are We Losing the Peace?

Prima di sconfiggere i talebani, colpevoli di dare asilo alla rete di al-Qaida, accusata di aver organizzato gli attacchi dell'11 settembre 2001, gli Stati Uniti avevano affermato che avrebbero aiutato la ricostruzione del paese. Da allora, altri critici hanno accusato Washington di aver sottovalutato alcuni dei suoi obiettivi.

Uno dei principali autori, Frank Wisner, un ex-ambasciatore americano in India, ha detto che la credibilità dell'America era attaccata ad un filo e che se Washington «non porta a buon fine le cose in Afghanistan sarebbe molto più difficile convincere le altre nazioni a collaborare con noi per migliorare le condizioni in Iraq».

Mantenimento della pace

Gli autori affermano che la politica dell'amministrazione Bush di evitare che le truppe americane partecipino al mantenimento della pace al di fuori di Kabul «fallisce nell'adempiere ai crescenti problemi di sicurezza che il governo di Karzai deve affrontare». Sostengono inoltre che Washington dovrebbe tenersi pronta a lottare contro i comandanti locali e i signori della guerra.

Il rapporto afferma che il mandato per le 11000 unità americane in Afghanistan dovrebbe includere il mantenimento della pace anche al di fuori di Kabul, o almeno sostenere l'ISAF (International Security Assistance Force), che ora conta 5000 unità. Si sollecita il disarmo delle milizie locali e l'ingrandimento dell'esercito nazionale afgano fino a 27000 unità, partendo dalle 9000 previste per l'estate 2004.

Tra le altre raccomandazioni si ricorda la promessa fatta dal presidente Bush di finanziamenti per 1 miliardo di dollari nei prossimi 5 anni per la ricostruzione, nonché il ripristino della strada che collega Kabul a Kandahar entro la fine del 2003.