Talebani uccidono una donna e impiccano il figlio tredicenne.

New York Times , 10 Agosto 2006, Carlotta Gall

È successo nella provincia di Helmand. La donna è stata uccisa con un’arma da fuoco e il ragazzo appeso ad un albero con un filo elettrico.

KABUL, Afghanistan, 9 agosto - Militanti talebani hanno ucciso una donna e il figlio di tredici anni accusandoli di essere delle spie del Governo e delle truppe straniere nel Sud dell’Afghanistan, ha dichiarato una fonte governativa mercoledì.

Il fatto è successo due giorni prima. La donna è morta sotto i colpi di un’arma da fuoco, mentre il ragazzo è stato appeso ad un albero con un filo elettrico, ha dichiarato il portavoce del governatore locale, Hajji Mohaiuddin.

Un altro attacco ha avuto luogo nella serata di martedì. Un gruppo di ribelli hanno lanciato dei razzi contro una base Americana nella provincia del Nuristan, nel sud est dell’Afghanistan, si legge in una dichiarazione militare. Gli americani hanno risposto con colpi di mortaio e fucili uccidendo tredici ribelli.

Durante le ultime settimane le truppe inglese sono state impegnate contro altri gruppi di insorti nella provincia di Helmand, e un soldato NATO è rimasto ferito in uno scontro avvenuto mercoledì a Musa Qala. La donna e il figlio sono stati uccisi nel villaggio di Dast Mastan, vicino Musa Qala. Ufficiali locali, tra cui il capo della polizia, hanno informato le autorità provinciali sull’accaduto, ha dichiarato Mr. Mohaiuddin.

“Erano persone molto povere. Sono stati accusati di essere delle spie del governo e delle truppe straniere,” ha detto. “Sono convinto che sono stati i Talebani.”

Egli ha aggiunto che le dichiarazioni del portavoce dei Talebani non sono credibili. “Negano ogni tipo di coinvolgimento in quello che fanno e dichiarano di essere coinvolti in ciò che non fanno,” ha detto dei Talebani, la milizia religiosa legata al governo che è stato ribaltato 2001.

Alcuni anziani e leader si sono riuniti nella capitale della provincia di Helmand, Lashkar Gah, mercoledì per condannare gli omicidi, ha detto Mr. Mohaiuddin. “Tutti noi condanniamo atti di questo tipo. Non è un gesto di un essere umano ed è contro l’Islam.”

Gli ufficiali dell’esercito Americano e della NATO hanno detto che i ribelli stanno attuando delle tattiche per infondere paura, allo scopo di stabilire un controllo sulla popolazione in alcune parti dell’Afghanistan. Il Colonello Thomas Collins, un portavoce della coalizione guidata dagli USA, ha raccolto le testimonianze di alcuni residenti di un distretto nella provincia di Ghazni Province, a sud di Kabul, i quali hanno raccontato che un uomo, sospettato di essere un ribelle, ha bussato a diverse porte chiedendo ad ogni famiglia di affidargli un figlio da arruolare nei Talebani.

I portavoce della NATO hanno dichiarato che episodi simili si sono verificati anche nel sud dell’Afghanistan, dove le forze della coalizione sono attualmente operative, e dove un ragazzo è stato ucciso da un ribelle perché la famiglia non ha obbedito ai suoi ordini.

Il Presidente Hamid Karzai, il quale sta fronteggiando una situazione critica che coinvolge le sei province del sud del paese e alcune del’est, ha anch’egli denunciato gli omicidi come contrari ai valori di ogni musulmano.

“Questi atti terribili sono imperdonabili, e nessuno può giustificarli” si legge in una sua dichiarazione. “Tutto questo è un affronto a tutti gli afgani e alla loro cultura.”