Cinque volontari uccisi in un’imboscata in Afghanistan

New York Times , 3 giugno 2004

di Carlotta Gall

KABUL, Afghanistan, 2 giugno - Cinque volontari del dipartimento tedesco di Medici Senza Frontiere sono stati uccisi mercoledì in un’imboscata nel nord ovest dell’Afghanistan mentre rientravano nel loro ufficio regionale, hanno detto degli ufficiali.

Questi omicidi rappresentano un ulteriore colpo agli instancabili volontari in Afghanistan, che, dal marzo 2003, hanno visto uccidere 32 dei loro colleghi ed almeno altri cinque stranieri, spesso dai Talebani e da altri militanti intenzionati a bloccare gli aiuti e gli sforzi per la ricostruzione.

Abdul Hakim Latifi, un portavoce dei Talebani, salito al potere durante l’invasione americana del 2001, ha rivendicato la responsabilità dell’attacco con una telefonata alle agenzie di stampa. «Li abbiamo uccisi perché lavoravano per gli Americani contro di noi sotto la copertura degli aiuti umanitari», ha dichiarato Latifi all’agenzia di stampa Reuters, aggiungendo: «Uccideremo altri volontari stranieri».

Tre stranieri - una donna belga, un tedesco e un novergese - e due afghani, tutti appartenenti alla sezione tedesca dell’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere, sono stati uccisi da uomini armati, che hanno fatto fuoco contro il loro veicolo, presso Qala-i-Nau, la capitale della provincia di Badghis.

Gli ufficiali locali hanno sostenuto che l’attentato è avvenuto poco prima del tramonto, mentre i cinque volontari stavano ritornando a Qala-i-Nau dopo essere stati nella clinica di un villaggio.

Gli ufficiali hanno detto, inoltre, che non sono sicuri se l’attacco sia stato opera di banditi o se fosse un assalto terroristico contro un’organizzazione umanitaria straniera. «In passato, non avevamo mai visto tali attacchi - questo è il primo,» ha dichiarato al telefono il governatore della provincia di Badghis, Azizullah Afzali, precisando che i volontari non stavano trasportando del denaro e che non considera quest’attacco un attacco di matrice talebana.

Il comandante provinciale della polizia, Amir Shah Nayebzada, ritiene che siano stati i sostenitori dei Talebani a pianificare l’attacco, affermando che: «Hanno aumentato i loro attentati in quest’area recentemente,».

L’ultima sparatoria ha portato a 10 il numero dei civili stranieri uccisi in poco più di un anno mentre lavoravano in Afghanistan, e sembra confermare gli avvertimenti dell’esercito degli Stati Uniti e degli ufficiali afghani che avevano previsto che i Talebani avrebbero aumentato gli attacchi prima delle elezioni di settembre.

Nell’ultimo mese, due inglesi, specialisti della sicurezza, che lavoravano al programma delle Nazioni Unite per le elezioni, sono stati uccisi in un’imboscata nel nord est dell’Afghanistan, e due europei sono stati trovati morti per percosse in un parco di Kabul. Tre stranieri sono stati assassinati lo scorso anno in un attacco da parte di alcune persone sospettate di essere Talebani.

KABUL (Reuters, 3 giugno) - A un giorno dall’uccisione di cinque volontari, di cui tre stranieri e due appartenenti allo staff locale in Afghanistan, un organizzazione umanitaria occidentale ha dichiarato giovedì che sospenderà tutte le attività nel paese.

L’omicidio del personale di Medici senza Frontiere nella provincia nord occidentale di Badghis, lo scorso mercoledì, è stato il peggiore degli attacchi nei confronti delle organizzazioni umanitarie in Afghanistan da quando le truppe degli USA hanno battuto i Talebani alla fine del 2001.