Dichiarazione di RAWA in occasione della Giornata Internazionale per la Donna, 8 marzo 1999

Commemorare l'8 marzo intensificando la lotta per porre fine alla negazione dei diritti umani in Afghanistan

Mentre i popoli in tutto il mondo si preparano a celebrare l'ultima Giornata Internazionale per la Donna del ventesimo secolo, le donne afghane vivono nelle condizioni infernali imposte loro dai Talebani. Qualunque cosa voi abbiate sentito o visto dell'oppressione e dell'umiliazione, in Afghanistan questo viene vissuto in pieno dalle nostre sfortunate donne.

I traditori dei partiti Khalq e Parcham avevano cercato di intrappolare, deviare e sfruttare, per propaganda politica, le nostre donne. Tuttavia, da quando i criminali Jehadi hanno preso il potere a Kabul, le donne sono state incatenate e rese vittime in un modo che, in termini di depravazione, non ha precedenti nella storia di nessun Paese. Oggi, con il sostegno spudorato dei loro padroni stranieri, i Talebani ritengono che sia loro principale dovere negare alle nostre donne i diritti più fondamentali e tenerle in catene. Sfruttando con cinismo le credenze popolari, giustificano la pressione sempre più forte sulle donne in nome dell'Islam e della Sharia.

Mentre il resto del mondo saluta il ventunesimo secolo, in Afghanistan la televisione, la musica, il cinema, il teatro e lo sport - in breve, ogni manifestazioni della vita civile moderna - vengono distrutte dai Talebani. Mentre il movimento delle donne ottiene significativi progressi in tutto il mondo, le nostre donne vengono private di diritti fondamentali. Vengono vendute e comprate come bestiame, umiliate, frustate, picchiate, relegate in casa, usate per la soddisfazione dei bisogni sessuali degli uomini e sfruttate come animali da riproduzione. Le restrizioni fasciste, la fame, la carenza di cibo, la penuria di case, la disoccupazione, la guerra e la distruzione - tutti regali di Talebani e Jehadi - hanno oscurato le vite della nostra gente, in particolare delle donne; molte sono ridotte a mendicare o a prosituirsi, o si sono suicidate. Il fatto che molti genitori siano arrivati al punto di vendere i propri figli per povertà e per necessità, è la misura della tragedia creata dai fondamentalisti.

La sofferenza e l'oppressione delle donne in Afghanistan non hanno uguali. Mentre ovunque le donne rivendicano - giustamente - la piena uguaglianza con gli uomini, l'eliminazione dello sciovinismo patriarcale nella famiglia e nella società, il diritto all'aborto e l'abolizione di atroci crimini quali l'infibulazione, le donne afghane devono lottare per i diritti più elementari, come recarsi ai bagni pubblici, lavorare fuori di casa, ricevere un'istruzione o scegliere un vestito. Questo è il motivo per il quale insistiamo sull'abbattimento del regime fondamentalista. Solo allora le nostre donne potranno unirsi alle loro sorelle nel resto del mondo per ottenere maggiori libertà.

Le violazioni dei diritti umani in Afghanistan sono tanto più intollerabili quando assistiamo al silenzio mantenuto da quelle stesse organizzazioni che si dichiarano a difesa dei diritti umani e delle donne. Nella migliore delle ipotesi si limitano a fare dichiarazioni, nella peggiore vedono nell'unità tra forze fondamentaliste l'unica soluzione ai problemi dell'Afghanistan. Nessun accordo, compreso il governo multietnico allargato che USA, Pakistan e altri paesi propongono, sarà accettabile per il nostro popolo fino a quando i fondamentalisti non verranno riconosciuti assassini criminali. Dopotutto, se in altri paesi vengono processati i crimini di guerra, perché non dovrebbero subire la stessa sorte quei capi talebani e fondamentalisti che si sono macchiati dei più atroci e barbari crimini contro il nostro popolo?

Il popolo afghano, come tutti i popoli del mondo, ha bisogno di pace, libertà e democrazia, impensabili fintanto che i Talebani e i Jehadi detengono il potere. Per loro la pace segnerebbe la fine dei loro affari economici, è ovvio che dichiarino pubblicamente che la democrazia sia sinonimo di "infedeltà". Purtroppo le Nazioni Unite e le altre organizzazioni ad esse legate hanno deliberatamente deciso di ignorare la questione della democrazia e dei diritti delle donne in Afghanistan, che vengono omesse completamente nei loro progetti per porre fine alla tragedia afghana. Ma la maggioranza del nostro popolo, comprese le donne, non seguono le ideologie fondamentaliste e percorranno il sentiero che conduce alla libertà e alla democrazia.

Le voci sulle differenze tra i Talebani e i loro protettori sull'affare Osama altri non sono se non un tentativo palese di dare l'impressione che i Talebani siano "indipendenti" dai loro padroni stranieri! Ma tutti sanno che la sopravvivenza di questi ipocriti dalla mentalità medievale non è possibile senza la guida dei governi regionali e il sostegno delle potenze mondiali e dei loro servizi segreti. Questi governi sono in grado di determinare la sorte dei Talebani quando vogliono, come hanno fatto, per esempio, con Gulbuddin Hekmatyar e altri leader di cui non avevano più bisogno. Osama stesso è lo sporco sottoprodotto della politica di sostegno delle forze islamiche fondamentaliste durante la guerra afghana contro l'allora Unione Sovietica.

RAWA, seppur assediata e minacciata da tutte le parti, continuerà la sua lotta per la libertà, la democrazia e la giustizia sociale. Chiede a tutte le organizzazioni e agli individui amanti della libertà di uscire dalla loro neutralità e passività nei confronti dei fondamentalisti e, pensando al grande dolore e alla sofferenza del nostro popolo rovinato, di resistere a qualsiasi livello e con qualsiasi mezzo al dominio di Talebani e Jehadi. Siamo fermamente convinte che soltanto una massiccia mobilitazione popolare, guidata da forze democratiche, possa formare un fronte anti-fondamentalista e garantire l'instaurarsi della pace e della democrazia nel nostro Paese.

Ancora una volta chiediamo alle organizzazioni per i diritti umani di tutto il mondo, in particolare in Pakistan, di non dimenticare la situazione delle donne afghane, di rendere pubbliche le loro sofferenze e di offrire loro sostegno incondizionato.

RAWA a sua volta esprime sostegno e solidarietà per la lotta eroica delle donne e dei movimenti a favore della libertà contro i regimi reazionari e oppressivi, in Iran, in Palestina, nel Kashmir, nel Kurdistan.

Segnamo la Giornata Internazionale per la Donna intensificando la lotta contro il fondamentalismo!

Abbasso gli assassini Jehadi e Talebani e i loro protettori!

Viva la libertà e la democrazia!

Revolutionary Association of Women of Afghanistan (RAWA)

8 marzo 1999 - Peshawar