Approvata la nuova Costituzione

Il Manifesto, 6 gennaio 2004

Un accordo dell'ultimo minuto, sostenuto dietro le quinte da forti pressioni USA e ONU, ha evitato domenica il naufragio della costituente afghana, la Loya Jirga, riunita a Kabul per varare i 162 articoli della nuova Costituzione dell'Afghanistan post-taleban. La carta prevede un sistema presidenziale forte, previsti due vicepresidenti, con due camere, la Wolesi Jirga (Camera del Popolo) e la Meshrano Jirga (Camera degli Anziani). Il primo articolo definisce l'Afghanistan una repubblica islamica e il tre afferma che nessuna legge potrà essere contraria ai precetti dell'islam. Uomini e donne avranno eguali diritti e doveri di fronte alla legge e almeno due donne per ognuna delle 32 province del Paese dovranno essere elette nella camera bassa. Saranno rispettati i diritti delle minoranze, pashto e dari sono le lingue ufficiali, anche se nessun partito potrà essere fondato esclusivamente su basi etniche, linguistiche o religiose. All'ex re Zahir Shar è stato attribuito il titolo di «padre della patria». Il presidente ad interim, Hamid Karzai, ha chiesto il rispetto della nuova Costituzione. Soddisfazione è stata espressa anche dai leader di mezzo mondo, George Bush e Kofi Annan su tutti. L'inviato delle Nazioni unite, Lakdar Brahimi, ha però ricordato che «la carta resterà lettera morta sino a quando gli afghani non si sentiranno sicuri nel loro Paese». A giugno sono previste le elezioni presidenziali, ma soltanto 250.000 persone, di cui un quinto donne e pari all'uno percento della popolazione, si è registrato per votare.