BBC News, 15 febbraio 2001
Kate Clark
Amnesty International ha condannato l'esecuzione sommaria di prigionieri da parte dell'opposizione afghana.
L'organizzazione per i diritti umani con sede a Londra ha citato il caso di sei uomini che, afferma, sono stati uccisi nell'area sotto il controllo del comandante in capo dell'opposizione, Ahmed Shah Massoud.
Amnesty sostiene che la famiglia di uno dei prigionieri riferisce di atti di violenza corporale, inclusa l'asportazione delle unghie.
Le testimonianze dicono che ci troviamo nel bel mezzo di una crescente violenza fra la milizia talebana al potere e le forze di opposizione.
Amnesty riferisce che i sei uomini sono stati arrestati all'inizio di dicembre dopo che un comandante dell'opposizione è stato ucciso in un'imboscata mentre si recava nella valle settentrionale di Panjshir.
L'amministrazione di Massud ha annunciato che i prigionieri sono stati processati regolarmente prima dell'esecuzione, senza tuttavia fornire alcuna informazione sulla natura del processo.
Secondo Amnesty, i sei uomini sono stati giustiziati entro 40 ore dal loro arresto.
Pertanto, se c'è stato un processo, non c'è stato però il tempo di ascoltare testimoni, cercare un avvocato o lanciare un appello contro le sentenze di morte.
Queste non sono le prime testimonianze di abusi commessi da gruppi armati durante la lunga guerra civile in Afghanistan.
Amnesty sostiene che gli Afghani hanno bisogno del supporto di un'organizzazione internazionale indipendente che investighi su tutti gli abusi dei diritti umani, che stabilisca i fatti, identifichi gli autori e li assicuri alla giustizia.
Mercoledì, l'esercito talebano ha ammesso di aver perso il controllo sulla città strategica nel centro della provincia di Bamyan, la loro prima grande sconfitta da due anni a questa parte.
Bamyan è una roccaforte della comunità musulmana minoritaria Shita, e si trova lungo la strada principale che congiunge la capitale Kabul a Mazar-i-Sharif nel nord.