I signori della guerra opprimono ancora le donne afgane

Reuters,17 dicembre 2002
di Evelyn Leopold

NAZIONI UNITE (Reuters) - Molte donne afgane sono ancora oggetto degli stessi abusi che subivano sotto i Talebani e in alcune regioni, come ad ovest del paese, sopportano diverse molestie, ha dichiarato martedì un gruppo per la difesa dei diritti umani.

L’Osservatorio per i Diritti Umani (HRW), in un rapporto di 52 pagine, ha additato Ismail Khan, signore della guerra di Herat e collaboratore degli Stati Uniti nella guerra contro i Talebani, per aver obbligato le donne a coprirsi di nuovo col burqa e per averle forzate a sottoporsi ad “esami della castità”.

«Sono in molti, al di fuori del paese, a credere che le donne e le ragazze afgane siamo ritornate in possesso dei loro diritti», dopo che i Talebani sono stati rimossi dal potere un anno fa, dichiara Zama Coursen-Neff, co-autore del rapporto Vogliamo vivere come esseri umani.

«Non solo non è vero. Le donne e le ragazze subiscono ancora abusi, molestie e minacce in tutto l’Afghanistan (notizie - siti web), spesso dai militari del governo e dagli ufficiali», si legge nel rapporto.

HRW, la cui sede è a New York, ammette che le condizioni delle donne sono migliorate ed è stato permesso loro di andare a scuola e a lavoro. Ma in molte zone esse sopportano gravi restrizioni da parte dell’esercito governativo e dei ufficiali locali, che invocano editti simili a quelli dell’epoca dei Talebani sull’abbigliamento e sui comportamenti.

«Nel 1992, per esempio, quando Rabbani, Sayyaf, Massud e altri mujahidin riuscirono a conquistare Kabul, la cosmopolita capitale del paese, una delle prime azioni fu bandire le giornaliste dalla televisione».

The Toronto Star, 7 ottobre 2001

Khan, il governatore di Herat, che ha ricevuto considerevoli finanziamenti e supporto militare dagli Stati Uniti, è stato dichiarato uno dei più grandi criminali autorizzati, avendo inventato una serie di mostruose restrizioni.

Tra queste l’istituzione di una polizia religiosa e una “polizia della gioventù” che trascina di forza le donne e le ragazze in ospedale per esami ginecologici di “controllo della castità”.

«Ismail Khan ha creato un’atmosfera in cui gli ufficiali del governo ed i privati credono di avere il diritto di regolare ogni aspetto della vita delle donne e delle ragazze: come vestono, come vanno in giro per la città, cosa dicono», riporta Coursen-Neff.


POCHI LAVORI ACCESSIBILI ALLE DONNE

Il governo di Khan ha reso accessibile alle donne solo pochi lavori e ha esercitato pressioni perché non lavorino con i gruppi di volontari stranieri e con le Nazioni Unite (news - sul web). In base a quanto si legge nel rapporto, almeno una donna di Herat è stata arrestata perché, a causa del lavoro che svolgeva con una organizzazione internazionale, aveva contatti con uomini stranieri.

«Solo le porte delle scuole sono aperte. Per tutto il resto esistono forti restrizioni», afferma una donna di Herat intervistata da HRW.

Tra le raccomandazioni che il rapporto fa agli Stati Uniti e agli altri paesi coinvolti in Afghanistan, c’è quella di bloccare l’assistenza militare ai comandanti locali, come Khan, e di coordinare attraverso il governo di Kabul gli aiuti futuri.

Questo è il secondo rapporto che HRW stila sulla situazione ad Herat. A novembre HRW aveva accusato le forze armate di Khan di abusi e atrocità contro l’opposizione politica e le minoranze, accuse che i suoi ministri hanno fermamente negato.

Anche il presidente Hamid Karzai si è mosso lentamente, secondo il rapporto, che sottolinea come le cariche di Ministro per gli Affari Femminili e Ministro della Salute - aree in cui l’impiego femminile è meno controverso - siano coperte dalle uniche due donne del Consiglio dei Ministri.

E gli uomini dominano lo staff dei gruppi umanitari stranieri, inclusi quelli appartenenti alle Nazioni Unite, come erano soliti fare sotto il regime talebano, sostiene il rapporto.