La vergogna della NATO in Afghanistan

Human Rights Watch, 25 giugno 2004

Elezioni a rischio per la mancanza di sicurezza interna

New York - L’Osservatorio Internazionale per i Diritti Umani (lo Human Rights Watch) ha espresso oggi la convinzione che la NATO debba espandere le proprie forze al più presto per provvedere all’apparato di sicurezza in vista delle elezioni che si terranno in autunno. Il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush, insieme con altri leaders di paesi membri della NATO, discuteranno il problema della sicurezza al prossimo summit previsto per il 28 giugno ad Istanbul.

Human Rights Watch afferma che a tre mesi dalle elezioni - le prime elezioni democratiche per l’Afghanistan - il paese tuttavia è ancora piagato dalla mancanza di sicurezza fra la popolazione, dalla repressione ideologica, e necessità di maggiori azioni da parte della NATO per permettere una regolare registrazione degli aventi diritto al voto e per proteggere i candidati politici più scoperti, oltre che per proteggere i siti stessi in cui si terranno le elezioni.

«Se le elezioni non si faranno a causa della mancanza di sicurezza, o se saranno comunque portate avanti, ma non condotte con imparzialità e libertà di voto, la colpa ricadrà sullo stato maggiore USA e sugli alleati appartenenti alla NATO», afferma Sam Zarifi, direttore della divisione asiatica di Human Rights Watch. Ed aggiunge: «Contrariamente a quanto promesso alla popolazione afghana, questo ‘trascinare i piedi’ della NATO ha contribuito a peggiorare la situazione della sicurezza e delle maggiori opere previste per la ricostruzione»

Human Rights Watch ha espresso preoccupazione riguardo alla situazione dei giornalisti e dei candidati nelle prossime elezioni nazionali, dichiarando che i signori della guerra, i quali occupano con le loro milizie una grossa fetta di territorio, rappresentano per loro una seria minaccia. In molte province intorno a Kabul, le forze armate locali controllano e organizzano la sicurezza, detenendo in tal modo anche un controllo politico. Numerosi casi di repressione politica avvenuti negli ultimi due anni sono stati segnalati da Human Rights Watch.

La NATO ha preso ufficialmente il posto della ISAF (International Security Assistance Force), nell’agosto dello scorso anno. Questa è stata la prima missione per l’ISAF al di fuori della regione Atlantico/Europea. Prima di agosto, i singoli membri della NATO avevano fornito truppe per l’ISAF, a cominciare dall’Inghilterra, seguita dalla Turchia e da una missione congiunta di Germania ed Olanda.

«L’esperienza recente in Afghanistan mostra che i signori della guerra prenderanno il potere ogni qual volta vi sarà una falla nel sistema di sicurezza», afferma Zarifi. «Per le elezioni che stanno per svolgersi quest’anno, la NATO dovrà contemporaneamente provvedere alla difesa dei candidati e dei siti elettorali, ed allo smantellamento delle fazioni armate locali».

Attualmente la NATO ha schierato soltanto 6500 truppe in Afghanistan, un numero assolutamente non sufficiente, se confrontato con lo schieramento di truppe ora presente in Kosovo: 40000 truppe, considerato che il Kosovo geograficamente occupa un decimo della superficie dell’Afghanistan. Di queste truppe, 6200 mantengono posizione all’interno della città di Kabul, maggiormente impegnate nella protezione delle ambasciate Europee. 200 truppe provenienti dalla Germania sono schierate nella provincia di Kunduz, a nord del paese, generalmente considerata una delle zone più sicure del paese, nonostante undici operai cinesi impegnati nella ricostruzione siano stati recentemente uccisi da simpatizzanti dei Talebani.

«Arrivati a questo punto, il risultato delle elezioni in Afghanistan e la credibilità della NATO sono indissolubilmente legate», aggiunge Zarifi. «Ma fino ad ora le nazioni appartenenti alla NATO hanno fatto poco per ottenere credibilità in Afghanistan.»

Human Rights Watch ha chiarito che il summit di Istanbul può essere un’opportunità per la NATO di rimediare a molti impegni che non sono stati mantenuti in Afghanistan:

- La NATO deve provvedere alla sicurezza necessaria per creare un’atmosfera in cui le elezioni si possano svolgere in maniera trasparente e legale. L’ONU e il governo afghano hanno stimato che serviranno almeno altre 5000 truppe NATO perché ciò possa avvenire, ma le nazioni membre non hanno ancora provveduto ad inviare i contingenti necessari. Il Canada, il cui contingente presente in Afghanistan è uno dei più numerosi, prevede di ritirare metà delle sue 1900 truppe entro agosto, alcune settimane prima delle elezioni. Il Ministero per gli Affari Esteri del Canada ha detto, attraverso Human Right Watch, che nel giugno 2004 la NATO non ha avvisato il Canada di mantenere le sue forze in Afghanistan.

- la NATO deve assistere il governo afghano nel mantenere la sicurezza nel paese, secondo la risoluzione 1500 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Eccetto che per il piccolo contingente ora schierato a Kunduz, la NATO non ha soddisfatto le condizioni impostele. Alla fine dell’aprile scorso, la NATO aveva promesso di assumersi la responsabilità per la fornitura di altre cinque squadre di ricostruzione (PRTs, piccole missioni aventi un assetto sia militare che per la ricostruzione) entro il summit di Istanbul. Al tempo in cui questo viene scritto, ciò non è stato ancora fatto. Le richieste dei generali della NATO per ottenere maggior supporto logistico, in vista di un’espansione delle truppe al di fuori di Kabul, e nello specifico l’invio di dieci elicotteri e un aereo da trasporto C-130, non sono state ancora ascoltate dai paesi membri.

- la NATO deve assistere ed accelerare il processo di disarmo delle milizie locali. I signori della guerra hanno ancora al loro comando, sparsi su tutto il territorio afghano, centinaia, se non migliaia di uomini, artiglieria pesante, missili, e veicoli da combattimento. Perfino in Kabul, dove l’ISAF sta operando da ormai 2 anni, meno della metà di queste milizie ostili sono state debellate. Fuori Kabul, la situazione è ancora peggiore, e il disarmo procede a un ritmo quasi impercettibile.

Il 23 giugno, gli ufficiali NATO incontratisi a Brussels hanno affermato pubblicamente che la NATO avrebbe inviato nelle settimane seguenti truppe da schierare nelle province a nord del paese, non volendo però specificare il numero esatto delle truppe né dove sarebbero state inviate esattamente.

Lo Human Rights Watch ha ribadito con forza l’importanza dei problemi di sicurezza in Afghanistan, nonostante il poco interesse dei media, impegnati a seguire gli eventi in Iraq, problemi che sono estremamente seri e che chiamano la comunità internazionale ad un veloce e forte intervento per migliorare la situazione.

«Il summit della NATO tenutosi ad Istanbul è l’ultima reale speranza che quest’organizzazione si assuma seriamente la responsabilità del futuro della popolazione dell’Afghanistan», conclude Zarifi.