Eve Ensler: questo è il periodo più critico per l'Afghanistan

Women's ENEWS, 2 maggio 2003

Al ritorno dal suo ultimo viaggio in Afghanistan, Eve Ensler, sceneggiatrice ed attivista per i diritti delle donne, esorta gli Stati Uniti a mantenere la loro promessa di portare stabilità nel paese, che paragona ad un paziente in un situazione critica di ripresa.

(Women's ENEWS) - Sono appena tornata dall'Afghanistan. Questo è stato il mio terzo viaggio. Scrivo ora poiché la situazione è drammatica. In base alla mia esperienza, direi che questo è il periodo più critico dell'Afghanistan. L'Afghanistan oggi mi ricorda una persona che è stata gravemente malata e ha appena iniziato a riprendersi. La febbre è passata e inizia a sentirsi in vita.

Sappiamo che questo è il momento più delicato. L'energia viene in parte dalla febbre, in una sorta di delirio. Il paziente, sovraeccitato dalla possibilità di tornare a vivere normalmente, se non è seguito con attenzione, può avere forti e gravi ricadute. Ciò può avere conseguenze pericolose. Nel caso dell'Afghanistan, questa possibilità non è soltanto legata al momentaneo recupero (la fine dei bombardamenti), ma alla grande paura che questo recupero sia soltanto momentaneo e che se non si fa qualcosa ora tutto andrà perduto per sempre.

Durante il regime talebano il Ministro per le Donne non poteva viaggiare senza guardie del corpo e l'Afghanistan era una nazione rovinosamente torturata ed oppressa, ma le donne in particolare conoscevano bene la situazione. Sapevano come difendersi contro la follia. Sapevano individuare i nemici. Erano ormai abituate alla violenza. Avevano imparato ad agire in clandestinità. Ora la situazione è meno chiara. Si finge che vi sia una sorta di 'liberazione', mentre la crescente minaccia di violenze è palpabile.

Ad esempio, alla nostra recente conferenza sulla educazione al comando delle donne, coloro che avevano una visione utopista del futuro, si sentivano spinte ad indossare ancora il burqa. L'8 marzo ci sono state molte ed importanti manifestazioni per celebrare la giornata internazionale della donna. Durante una di queste manifestazioni, organizzata presso l'Unione delle Donne Afghane, è stata inaugurata una statua simboleggiante la libertà e il potere delle donne. Il giorno dopo la statua è stata rubata. Il Ministro per le Donne, che in teoria rappresenta simbolicamente le donne afghane, non può spostarsi senza guardie del corpo. Nonostante le donne ora lavorino per avviare nuove attività economiche, per costruire scuole, aprire ospedali, la maggioranza della popolazione afgana vive ancora senza riscaldamento, elettricità ed acqua corrente.

Avendo trascorso un po' di tempo con le donne afghane a Kabul - così come con donne e uomini ad Amman in Giordania, al Cairo, in Egitto, a Ramallah, a Islamabad e Peshawar, in Pakistan - posso affermare che il mondo musulmano è fortemente sospettoso nei confronti delle intenzioni del governo degli Stati Uniti. Sta osservando l'Afghanistan come un caso prova. Se gli Stati Uniti non garantiscono sicurezza, sostanziali aiuti e una ricostruzione, non potremo mai recuperare la fiducia del mondo islamico. Se voltiamo le spalle all'Afghanistan, se non manteniamo le nostre promesse, ci sono buone possibilità che il paziente non si riprenderà mai. E non vedrà mai realizzarsi il sogno di un Afghanistan libero, sicuro, prosperoso. I terroristi sono nati dai resti di promesse infrante.

Eve Ensler, sceneggiatrice e autrice de: 'I monologhi della vagina', è la fondatrice e direttrice artistica del V-Day, un movimento globale per porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze.