Un gruppo di attiviste afgane manifesta per le prossime elezioni.

Voice of America , 27 aprile 2004

di Ayaz Gul - Islamabad

Martedì un gruppo di manifestanti afgane si è radunato davanti agli uffici dell’ONU, nel vicino Pakistan, esprimendo la propria preoccupazione riguardo l’attuale governo e le prossime elezioni. Le manifestanti chiedono che i leader fondamentalisti islamici vengano rimossi dai loro incarichi al governo.

L’Associazione Rivoluzionaria delle Donne d’Afghanistan (RAWA) ha organizzato la dimostrazione davanti l’ufficio delle Nazioni Unite nella capitale pachistana.

Diverse centinaia di dimostranti hanno ricordato il dodicesimo anniversario della presa di Kabul da parte dei partiti islamici nel 1992, denunciando i capi del fondamentalismo islamico in Afghanistan e chiedendo che vengano banditi dall’attuale governo e dalle future elezioni.

Il loro slogan è stato «fine al fondamentalismo» e «lunga vita alla democrazia».

Criticano la comunità internazionale, in particolar modo gli Stati Uniti, per avere permesso ad alcuni ex leader fondamentalisti, con ovvi primati per gli abusi contro le donne, di diventare membri del governo ad interim di Hamid Karzai.

I manifestanti hanno richiesto la rimozione del ministro della difesa Mohammed Fahim, dell’uzbeco signore della guerra Abdul Rashid Dostum e del governatore della provincia occidentale di Herat, Ismail Khan, perché possano essere processati per crimini contro la popolazione afgana.

Marina, uno dei membri superiori di RAWA, dice che questi uomini stanno vanificando gli sforzi per migliorare i diritti umani e l’introduzione della democrazia in Afghanistan.

«È necessario che il sistema cambi, e i fondamentalisti devono essere buttati fuori» ha affermato. «Se i fondamentalisti restano al potere, non ci può essere alcun cambiamento».

Sostiene, inoltre, che gli ufficiali e i signori della guerra cercheranno di influenzare le elezioni in Afghanistan per rimanere al potere.

In ogni modo, i sostenitori del governo di Karzai scartano l'ipotesi che la democrazia venga compromessa. Abdul Jabar Naeemi è un membro di uno di quelle fazioni islamiche in lotta che hanno dominato Kabul dal 1992 al 1996.

«La nostra speranza è che le prossime siano elezioni democratiche» ha detto. «penso che con l’aiuto delle Nazioni Unite ci saranno molti progressi [verso la democrazia] ed il popolo ha tutto l'interesse a registrarsi per votare».

Le Nazioni Unite stanno supervisionando le storiche elezioni presidenziali e parlamentari in Afghanistan, previste per settembre.

Assemblea di donne accusa i ministri.

The Nation , 28 aprile 2004

di Ayaz Gul - Islamabad

Islamabad - centinaia di donne afgane e giovani studenti hanno organizzato una dimostrazione ad Islamabad accusando i ministri del governo afgano di essere legati ai fondamentalisti islamici.

La manifestazione ricordava l’anniversario della caduta del regime comunista in Afghanistan nel 1992 e della presa da parte dei gruppi di Mujahidin.

Al grido di “Morte ai fondamentalisti”, “Morte ai Talebani” e “Morte agli uomini della Jihad” circa 500 sostenitori dell’Associazione Rivoluzionaria delle Donne d'Afghanistan (RAWA) hanno marciato verso l’edificio che ospita gli uffici delle Nazioni Unite ad Islamabad, capitale del Pakistan.

I leader di RAWA hanno consegnato una lettera al rappresentante dell’ONU, chiedendo maggiori diritti per le donne afgane.

«L’Alleanza del Nord, nonostante abbia espresso rabbia, forza e continuato a minacciare, a diffondere il terrore e la cospirazione, non è riuscita a cancellare dalla loro sporca faccia il terrore per i crimini contro la nostra gente», recita la lettera.

«Fahim, Ismail e Dostum sono nemici della libertà e della democrazia», si leggeva su un cartellone portato da alcune dimostranti mentre gridavano slogan per maggiori diritti alle donne nelle due principali lingue del paese, pashto e dari.

RAWA denuncia gli uomini della Jehad.

Infoshop News , 28 aprile 2004

Attiviste afgane per la difesa dei diritti umani si sono radunate all’esterno degli uffici dell’ONU in Pakistan martedì, esprimendo le preoccupazioni circa l’attuale governo e le prossime elezioni. Le manifestanti chiedono che i leader fondamentalisti restino fuori dagli uffici del potere. L’Associazione Rivoluzionaria delle Donne d’Afghanistan, RAWA, ha organizzato la dimostrazione davanti agli uffici delle Nazioni Unite nella capitale pachistana. RAWA è stata raggiunta dagli attivisti per la pace giapponesi, un gruppo chiamato Tribunale Internazionale per i Crimini.

Almeno 600 attiviste hanno ricordato il dodicesimo anniversario della presa di Kabul da parte dei partiti islamici nel 1992, denunciando i leader del fondamentalismo islamico in Afghanistan, e chiedendo con fermezza che vengano esclusi dall’attuale governo e dalle future elezioni. I dimostranti gridavano “morte ai despoti”, “morte ai Talebani” e “morte agli uomini della Jehad”. I leader di RAWA hanno consegnato una lettera al rappresentante dell’ONU, chiedendo maggiori diritti per le donne afgane. RAWA ha criticato la comunità internazionale e, in particolar modo, gli Stati Uniti, per avere permesso ad alcuni ex leader fondamentalisti, con noti primati per abusi contro le donne, di diventare membri del governo ad interim del presidente Karzai. Le manifestanti hanno richiesto la rimozione del ministro della difesa Mohammed Fahim, dell’uzbeco signore della guerra Abdul Rashid Dostum e del governatore della provincia occidentale di Herat, Ismail Khan, così che possano essere processati per i crimini contro gli afgani. Marina, uno dei membri superiori di RAWA, dice che questi uomini stanno minacciando gli sforzi di tutela dei diritti umani e l’introduzione della democrazia in Afghanistan. “Ci deve essere un cambiamento nel sistema e i fondamentalisti devono essere buttati fuori” ha aggiunto. “Finché i fondamentalisti restano al potere, non è possibile alcun cambiamento”. Inoltre afferma che questi ufficiali e uomini della guerra cercheranno di influenzare le elezioni in Afghanistan per rimanere al potere.

Le leader di RAWA hanno consegnato una lettera al rappresentante dell’ONU, chiedendo maggiori diritti per le donne afgane. «L’Alleanza del Nord, nonostante abbia espresso rabbia, forza e continuato a minacciare, a diffondere il terrore e la cospirazione, non è riuscita a cancellare dalle loro sporche facce la paura per i crimini contro la nostra gente», recita la lettera. «Fahim, Ismail e Dostum sono nemici della libertà e della democrazia», si leggeva su un cartellone portato da alcune dimostranti mentre ripetevano degli slogan a favore di maggiori diritti per le donne, in pashto e dari, le due principali lingue del paese. Mohammed Fahim, ministro afgano della difesa, mantiene un esercito privato, mentre Ismail Khan, un ex guerriero islamico, è governatore della provincia occidentale di Herat ed è accusato di violare i diritti umani e di opprimere le donne. Abdul Rashid Dostum, alleato del presidente afgano Hamid Karzai, è a capo di un esercito uzbeco. Dirige anche una prigione privata nel nord dell'Afghanistan e recentemente ha provato a sottomettere le province del nord.

Si legge nella dichiarazione di RAWA: «i recenti incidenti di Herat, Mimana e Uruzgan hanno fatto sì che sia ormai chiaro a tutti che i banditi dell’Alleanza del Nord, che hanno assunto il controllo di alcune aree dell’Afghanistan e le considerano come proprietà privata, non sono intenzionati a rinunciare al loro potere e a dimostrare lealtà verso un governo centrale di qualsiasi tipo. Per loro è estremamente chiaro che se venissero disarmati oggi, non godrebbero più di alcun alcun potere tra le loro tribù e resterebbero soli». Continua, «da un lato diversi paesi del mondo promettono di devolvere 8 miliardi di dollari in aiuti, e dall’altro Karzai considera come impegno prioritario l'attribuzione di importanti cariche governative ai rappresentanti peggiori della Jehad. Nel frattempo questi si preparano ad impadronirsi dei miliardi di dollari che stanno arrivando … Se i sanguinosi signori della guerra e le mafie venissero privati del potere, questi aiuti costituirebbero una speranza per la nostra gente, per la ricostruzione delle loro case e per il miglioramento delle loro vite. Ma a causa dello spettro dell’Alleanza del Nord, che occupa una posizione chiave, la maggior parte della popolazione può soltanto aspettarsi di assistere alle feroci battaglie tra questi ladri per assicurarsi la fetta più consistente. Per questi motivi siamo contrarie che gli aiuti vengano consegnati nell’attuale situazione, poiché il popolo non otterrà niente mentre i guerriglieri dell’Alleanza del Nord faranno di tutto per riempirsi le tasche ed usare questo denaro per accrescere il proprio potere politico e militare. Questo è il motivo per cui il Ministero delle Finanze e il Governatore della Banca dell’Afghanistan hanno espresso la loro incapacità di gestire un conto di miliardi di dollari in aiuto al popolo». La dichiarazione aggiunge, «Karzai esprime la necessità della presenza delle forze internazionali per altri dieci anni, il tempo necessario cioè per costituire un proprio esercito. Ma egli dimentica che fino a quando la causa di tutti i problemi - il virus del fondamentalismo - non sarà estirpato, non potrà venir costituito alcun esercito libero dal contagio del fondamentalismo. Anche dopo 20 anni è sicuro che questo paese non vedrà mai la ricostruzione e l’estirpazione della corruzione. Lo stanziamento di 80.000 forze armate con generali che non siano fondamentalisti è possibile in tre anni, a patto che l’Alleanza del Nord non venga coinvolta … Chiunque nel mondo dovrebbe sapere che lo stesso Afghanistan è vittima dei Talebani, di Gulbuddin, di Al-Qaeda, dei loro fratelli religiosi dell’Alleanza del Nord, del terrore e dell’insicurezza. Gli stessi Talebani, per quanto barbari, non hanno mai toccato le ragazze e le donne o le hanno forzate a subire degli esami medici per verificare se avessero avuto recenti rapporti sessuali, ma Ismail Khan, questo fantoccio del regime iraniano, non è immune dal tali insulti ed umiliazioni contro le nostre ragazze di Herat. Questi fatti non hanno eguali in nessun altro posto del mondo. Inoltre, i fratelli di questo criminale della Jehad di Nangahar (Dean Muhammad ed altri) stanno picchiando gli artisti - sia uomini che donne - dell’università di quella provincia. Questo non è un argomento come tanti altri ed è un segno delle loro simpatie e della loro sintonia con le mafie della Jehad, Al-Qaeda e Gulbuddin, i quali hanno recentemente incrementato le loro azioni terroristiche. La storia del terrore, della tortura e dell’ideologia sta per legare l’Alleanza del Nord in modo indissolubile ad Al-Qaeda, ai Talebani e a Gulbuddin».

Fonte: RAWA, Agenzia Stampa del Kuwait, VOA.

Le donne afgane esortano Karzai a non accordarsi con i signori della guerra.

The News International, 28 aprile 2004

ISLAMABAD: lo scorso martedì circa 300 dimostranti afgane hanno esortato il presidente Hamid Karzai a non affidarsi ai signori della guerra, che vantano record di abusi sui diritti umani, per la ricostruzione di questo paese devastato dalla guerra.

«Compromettersi e accordarsi con l’(anti-talebana) Alleanza del Nord non produce frutti per nessuno, compreso Karzai» sostiene l’Associazione Rivoluzionaria delle Donne d'Afghanistan (RAWA) in una dichiarazione. I comandanti dell’Alleanza del Nord hanno dominato l’amministrazione post-talebana guidata da Karzai. Le dimostranti si sono radunate davanti agli uffici delle Nazioni Unite a Islamabad per ricordare il duplice anniversario dell’ingresso del comunismo in Afghanistan e della presa di Kabul dalle forze anti-comuniste nel 1992. Il gruppo di donne ha affermato che l’attuale regime ha supportato individui che in passato hanno commesso crimini nei confronti delle donne. «Da un lato vari paesi del mondo stanno promettendo di donare 8 miliardi di dollari in aiuti, e dall’altro Karzai sta prendendo in considerazione la copertura di importanti cariche governative da parte degli elementi peggiori», sostiene RAWA.

Nella sua dichiarazione, RAWA ha accusato il governatore della provincia di Herat, Ismail Khan, di aver «insultato ed umiliato» le donne obbligandole ad esami medici «per accertare se avessero avuto rapporti sessuali di recente».

RAWA dimostra contro la violazione dei diritti umani in Afghanistan.

Dawn, 28 aprile 2004

di Niloufer Siddiqui

ISLAMABAD, 27 aprile: martedì rifugiati afgani hanno tenuto una dimostrazione davanti agli uffici delle Nazioni Unite in città, contro quella che definiscono una prosecuzione della politica fondamentalista dei Talebani, l’aumento degli atti terroristici e la violazione dei diritti umani e chiedono all’ONU di accelerare il processo di pace nel loro paese.

I manifestanti hanno, inoltre, condannato il governo per aver permesso agli uomini della Jihad di impossessarsi dei dollari arrivati dall’estero e destinati alla ricostruzione del paese, e per averli lasciati in carica in una posizione chiave.

La dimostrazione, organizzata dall’Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afgane (RAWA), ha chiesto il disarmo e la rimozione dei signori della guerra dalle cariche ricoperte, e l’avvio di una vera democrazia nel paese.

Più di 300 manifestanti, per la maggior parte donne e bambini provenienti dai campi profughi, si sono riuniti di fronte agli uffici dell’ONU in Constitution Avenue per ricordare il giorno in cui i cosiddetti “uomini della Jihad” presero il potere a Kabul, il 28 aprile 1992, e la Rivoluzione Saur del 27 aprile 1978.

Una dichiarazione distribuita per l’occasione recita: «Le tenebre del 28 aprile stanno ancora dominando il nostro paese e sono più sinistre di quelle del 27». I manifestanti hanno condannato le azioni dell’Alleanza del Nord, che ha preso sotto il proprio controllo specifiche aree del paese e ha dichiarato di non essere intenzionata a mostrare lealtà verso alcun governo centrale, definendola una “banda di criminali”.

Hanno criticato il governo Karzai per aver provato a riscrivere la storia, ritraendo Ahmed Shah Massud come un eroe, per aver nominato i guerrieri della Jihad e i signori della guerra a posti di rilievo nell’esercito, averli eletti ministri e diplomatici, e aver istituito nuove province per compiacerli.

I manifestanti hanno chiesto «l’indipendenza, la democrazia e il rispetto dei diritti umani e il potere al popolo d’Afghanistan». Danish Hamid, membro del Comitato per gli Affari Esteri di RAWA, ha detto che l’Alleanza del Nord e i Talebani non sono diversi per quanto riguarda il completo annientamento dei diritti umani e delle libertà civili, affermando che entrambi si basano sulla “legge delle armi”.

Parlando a Dawn, ha affermato che il paese e la sua gente hanno profondamente sofferto sotto le regime dell’Alleanza del Nord dal 1992 al 1996 e stanno soffrendo ancora una volta nelle loro mani a causa delle loro mostruosità, del terrore e dell’insicurezza che diffondono in tutto il paese.

«Non ci sono né sicurezza né pace nel paese», sostiene, aggiungendo che il risultato ottenuto è che le donne e i bambini stanno ancora soffrendo. Danish afferma che anche se RAWA non considera Karzai come il leader ideale, egli sarebbe comunque accetto se smettesse di appoggiare l’Alleanza del Nord.

Si rammarica che potenze mondiali come gli Stati Uniti, nonostante conoscano la situazione in Afghanistan, per proteggere i propri interessi, continuino a sostenere coloro che hanno commesso crimini contro l’umanità.

Danish ha richiesto che l’ONU agisca con urgenza e concretamente per riportare la pace e la normalità nel paese. Come risposta ad una domanda, Danish critica il Pakistan di appoggiare i fondamentalisti.

Parlando con i giornalisti, Suhaila, membro di RAWA, ha detto che la speranza che le prossime lezioni cambino l’attuale situazione in Afghanistan, guidandolo verso la democrazia, è scarsa poiché ai veri rappresentanti del popolo non è permesso concorrere ai voti.

Ad accompagnare i manifestanti di RAWA c’erano 12 membri giapponesi del Tribunale Criminale Internazionale (ICTA), che hanno espresso la loro solidarietà per la pace e la giustizia in Afghanistan.

Donne afgane manifestano contro il governo fondamentalista

WebIndia123.com, 28 aprile 2004

Più di 100 donne afgane, attiviste di RAWA (Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afgane), insieme ad alcuni uomini e bambini, hanno manifestato martedì davanti gli uffici dell’ONU ad Islamabad per protestare, come hanno dichiarato, contro il governo dei fondamentalisti in Afghanistan.

Sollevando striscioni e cartelloni, le manifestanti cantavano slogan e chiedevano alle forze antifondamentaliste e democratiche di unirsi a loro e lottare fino alla fine del fondamentalismo nel loro paese. «Stiamo tenendo questa manifestazione per condannare il governo dell’Alleanza del Nord o degli uomini della Jihad (guerrieri islamici) in Afghanistan perché sono loro quelli che hanno governato in Afghanistan dal 1992 al 1996, e hanno commesso gli stessi crimini dei Talebani contro il nostro popolo e contro le donne in particolare. E ora sono di nuovo al potere, e ancora una volta l’America e gli altri paesi stanno sostenendo l’Alleanza del Nord o gli uomini della Jihad. Non li vogliamo più in Afghanistan. Con la presenza dei fondamentalisti, con la presenza dell’Alleanza del Nord, in Afghanistan non ci sono pace, sicurezza e libertà,» sostiene Danish Hamid, una dimostrante.

Anche alcune leader hanno parlato durante la dimostrazione, sostenendo che il mondo dovrebbe sapere che l’Afghanistan è vittima dei Talebani, di Gulbaddin, di Al-Qaeda e dell’Alleanza del Nord.

Queste donne esortano il mondo ad aiutarle nella lotta per l’onore e la ricostruzione della loro nazione.

Le manifestanti hanno inoltre consegnato una risoluzione al rappresentante delle Nazioni Unite.

RAWA ricorda quella che è stata definita la Giornata Nera del 28 aprile (la presa di Kabul da parte dei fondamentalisti avvenuta il 28 aprile 1992) indicendo ogni anno una manifestazione in Pakistan.

In Afghanistan a malapena il 10 per cento delle donne sa leggere e scrivere. RAWA crede fermamente che solo con le armi dell’istruzione le donne afgane possono rafforzarsi e vincere nella loro lotta contro i fondamentalisti e i loro trattamenti. RAWA gestisce centinaia di corsi di alfabetizzazione e di scuole in Afghanistan e in Pakistan.

RAWA è stata la prima organizzazione afgana ad organizzare ad Islamabad una manifestazione contro l’attacco in Iraq. (ANI)

Non trattare con gli uomini della guerra, è stato esortato a Karzai

AFP via Brunei-Online.com, 28 aprile 2004

ISLAMABAD (AFP) - Circa 300 donne afgane hanno manifestato martedì nella capitale pachistana, esortando il presidente afgano Hamid Karzai a non fidarsi dei signori della guerra, noti colpevoli di violazioni dei diritti umani, per ricostruire il paese devastato dalla guerra. «Compromettersi e contrattare con l’(antitalebana) Alleanza del Nord significa non produrre alcun frutto, nemmeno per Karzai», ha sostenuto in una dichiarazione l’Associazione Rivoluzionaria delle Donne Afgane (RAWA).

I comandanti dell’Alleanza del Nord dominano l’amministrazione di Karzai sin da quando hanno spodestato i talebani con l’aiuto della coalizione guidata dagli Stati Uniti, intervenuta poiché questi proteggevano Osama bin Laden.

Le manifestanti si sono riunite davanti agli uffici delle Nazioni Unite di Islamabad per ricordare il duplice anniversario del golpe comunista del 1978 in Afghanistan e della presa di Kabul da parte delle forze anticomuniste nel 1992.

Il gruppo di donne, che si è battuto, con grandi rischi, contro i Talebani e le loro brutali repressioni nei confronti delle donne, ha detto che l’attuale regime ha sostenuto delle figure che hanno commesso in passato degli abusi contro le donne.

«Da un lato diversi paesi del mondo stanno promettendo di offrire 8 miliardi di dollari in aiuti e dall’altro Karzai sta prendendo in considerazione la carica di alcuni tra gli elementi più sporchi ad importanti posti governativi» afferma RAWA.


Dichiarazione di RAWA in occasione del 28 aprile 2004


Dimostranti di RAWA contro un governo afgano debole.

The Frontier Post, 28 aprile 2004

di Agha Iqrar Haroon

ISLAMABAD: martedì l’Associazione Rivoluzionaria delle Donne d’Afghanistan (RAWA), in protesta davanti al palazzo dell’ONU ad Islamabad, ha disconosciuto l’attuale sistema amministrativo in Afghanistan, definendolo un'eredità del passato.

Esibendo enormi ritratti di alcuni uomini della guerra con delle croci nere disegnate sulle loro facce, i membri di RAWA hanno chiesto che a queste persone venga affidato il minimo ruolo all’interno del governo afgano.

Hanno inoltre reclamato dei fondi per la riabilitazione e la ricostruzione del paese e hanno affermato che la comunità internazionale dovrebbe adempiere gli impegni assunti con il popolo afgano.

Gridando slogan per i diritti delle donne e per la libertà di espressione, hanno organizzato una dimostrazione contro le ingiustizie del governo afgano senza però criticare il presidente Karzai o le forze militari americane.

Un gran numero di donne con percorsi di vita diversi alle spalle ha partecipato alla dimostrazione per i diritti delle donne stesse nella società.

Le manifestanti hanno issato cartelloni e striscioni e gridato slogan contro la legge non islamica dell’Ordinanza di Hudood e il divieto alle donne di apparire in TV e in radio a Kabul.

Hanno chiesto pace, un’atmosfera di sicurezza e all’ONU di giocare un ruolo di pace e prosperità nella regione.

«abbiamo bisogno di miglioramenti nel nostro paese, dove vogliamo vivere liberamente», ha dichiarato un membro di RAWA al Frontier Post. Ha spiegato inoltre che stanno facendo del loro meglio per trasferirsi in Afghanistan e vivere una vita felice nel loro paese, ma questo appare impossibile a causa delle povere condizioni del governo afgano.

Era opinione di RAWA che il motivo principale della manifestazione fosse dimostrare solidarietà alle donne in Afghanistan e attrarre l’attenzione del resto del mondo su un paese in cui la gente continua a vivere nella guerriglia. Dal punto di vista delle manifestanti l’ONU è l’unica organizzazione che possa riuscire a fermare la guerra di potere tra le faide in Afghanistan.

Le dimostranti hanno consegnato una dichiarazione a riguardo presso l’ufficio delle Nazioni Unite.

RAWA protesta contro i signori della guerra.

Pakistan Observer, 28 aprile 2004

SHR Jahfery

Islamabad - Circa 200 donne afgane e bambini, portando striscioni con vari slogan scritti in inglese e in persiano, si sono riunite martedì di fronte agli uffici dell’ONU, per protestare contro l’Alleanza del Nord e i signori della guerra.

Sugli striscioni e sui cartelloni si leggeva “democrazia, secolarismo e diritti delle donne”, “una democrazia senza il secolarismo è incompleta”, “le elezioni sotto l”ombra dei signori della guerra non hanno legittimazione”, “i criminali di guerra vanno processati”, “l’Alleanza del Nord è nemica dei diritti umani”, “il potere al popolo d’Afghanistan”.

Maeda Akira, giapponese, con un gruppo di 12 suoi connazionali, uomini e donne, che tenevano un cartellone con su scritto “No alla guerra”, in un inglese poco fluente ha detto che Bush deve essere considerato un criminale di guerra. I manifestanti afgani hanno consegnato una dichiarazione all’ufficio locale dell’ONU: una dichiarazione di due pagine scritta a nome dell’Associazione Rivoluzionaria delle Donne d’Afghanistan (RAWA), che critica la politica di Karzai.

I dimostranti sono stati pacifici, ma una volta la polizia è dovuta intervenire per non permettere loro di superare le barriere. Dopo la rassicurazione dei leader dei manifestanti, i poliziotti hanno permesso loro di avvicinarsi all’edificio. Dopo aver concluso i discorsi, la folla si è dispersa ordinatamente.