L'Afghanistan potrebbe ricadere nell'anarchia, avverte il Parlamento Britannico

Voice of America, 24 gennaio 2003

di Michael Drudge

Il parlamento britannico avverte che l'Afghanistan potrebbe ripiombare nell'anarchia, se la comunità internazionale non garantisce sicurezza e finanziamenti. I risultati dell'indagine sono contenuti in un nuovo rapporto sulla situazione degli aiuti umanitari in Afghanistan.

Il Comitato alla Sviluppo Internazionale del parlamento britannico afferma che un anno dopo gli attacchi degli Stati Uniti per porre fine al regime talebano in Afghanistan, il paese è ancora un relitto.

L'ultimo rapporto della commissione afferma che in Afghanistan non c'è una sola istituzione che funzioni, non esiste un'economia basata sulla legalità, non c'è sicurezza e il governo è totalmente incapace.

Il rapporto denuncia che la maggior parte dei 5 miliardi di dollari stanziati per l'Afghanistan lo scorso anno sono stati spesi per aiuti umanitari e non per la ricostruzione.

Il presidente della commissione, Tony Baldry, osserva che l'Afghanistan necessita di forze internazionali di pace in tutto il paese, non solo nella capitale Kabul, «fino a che la comunità internazionale non sarà in grado di assicurare la sicurezza in tutto l'Afghanistan, il paese continuerà a sgretolarsi sempre di più».

Ann Clwyd, membro della Commissione, ha visitato l'Afghanistan poco prima della pubblicazione del rapporto. La Clwyd riferisce che il mancato attentato del presidente Hamid Karzai, lo scorso settembre, rivela come il paese sia molto prossimo a ricadere nel caos completo. «Credo che le parole più significative che io abbia sentito mentre ero lì le abbia dette un addetto alla sicurezza del presidente Karzai: ‘siamo stati ad un tiro di fucile da un'altra guerra civile’».

Contemporaneamente alla pubblicazione del rapporto del parlamento, c'è stato un seminario all'Università di Londra, tenuto dal professor Jonathan Goodhand, uno dei maggiori esperti sull'Afghanistan, .

Egli afferma che la sfida più grande all'autorità di Karzai arriva dalle potenti milizie dei comandanti che mantengono il controllo della maggior parte del paese: «La transizione del paese è stata, per molti aspetti, un disastro perché, come chiunque può capire, i signori della guerra sono ora più forti di quanto lo fossero un anno fa».

Goodhand aggiunge che potrebbero esplodere da un momento all'altro conflitti violenti per il territorio, l'acqua e le altre risorse, a causa del massiccio flusso dei due milioni di afghani rientrati in patria dopo la caduta dei talebani.