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Nove bambini restano uccisi durante un'incursione aerea americana nel sud dell'Afghanistan

The Independent, 8 dicembre 2003

Kim Sengupta, Kabul

tombe dei 9 bambini

Le Nazioni Unite hanno richiesto un'indagine immediata sull'attacco compiuto da un'aereo da guerra americano, in seguito al quale nove bambini sono rimasti uccisi nel cortile di una casa nel sud dell'Afghanistan.

Il presidente afghano, Hamid Karzai, che si trova ad affrontare una crescente insoddisfazione per il ritorno dei talebani, e il numero di vittime civili causate dagli Stati Uniti, ha espresso inquietudine riguardo all'incursione.

L'esercito americano dichiara che un vecchio militante talebano, Mullah Wazir, che si era vantato di aver attaccato operatori umanitari, sia stato ucciso nell'attacco alla città di Makur, vicino a Ghazni. Gli ufficiali afghani a Ghazni, tuttavia, affermano che Wazir non si trovava nell'edificio durante l'incursione.

Haji Assadullah, governatore della provincia di Ghazni ed alleato del governo ad interim, sponsorizzato dagli Stati Uniti, di Karzai, dice: «Non è stato accertato se Mullah Wazir sia stato ucciso o no, sebbene l'edificio fosse di sua proprietà»

Le Nazioni Unite hanno espresso «profonda preoccupazione» per l'attacco. Hanno avvertito che le morti potrebbero aggravare le tensioni nel sud dell'Afghanistan, dove si è verificato un incremento nel numero di attacchi contro le forze americane e afghane.

Lakhdar Brahimi, l'inviato speciale delle Nazioni Unite per l'Afghanistan, ha richiesto una rapida inchiesta sulle morti. Dice: «Questo incidente si aggiunge ad un senso di insicurezza e paura».

Un portavoce dell'esercito americano, il tenente-colonnello Bryan Hilferty, ha dichiarato di essere «dispiaciuto» per la perdita di vite innocenti e che è stata aperta un'indagine sul «tragico incidente». Ha riferito che i soldati americani hanno trovato il corpo di nove bambini e quello di un uomo, che era il bersaglio predestinato. Il militare ha aggiunto che gli Stati Uniti e le forze alleate in Afghanistan «seguono rigide regole di combattimento per evitare incidenti di questo tipo, pur continuando a dare la caccia ai terroristi». L'operazione ha avuto luogo dopo accurate indagini protrattesi per un lungo periodo di tempo».

Uno studio sistematico indipendente sulle vittime civili in Afghanistan è stato condotto da Mark Herold, docente di economia all'Università del New Hampshire. Basandosi su rapporti corroborati di agenzie umanitarie, delle Nazioni Unite, su testimonianze, documenti televisivi, giornali e agenzie di stampa in tutto il mondo, Herold ha stimato che siano almeno 3767 i civili uccisi da bombe americane tra il 7 ottobre e il 10 dicembre. Questo significa una media di 62 morti innocenti ogni giorno - ben più dei 3234 che si stima siano stati uccisi a New York e Washington l'11 settembre.

The Guardian, 20 dicembre 2001

Zalmay Khalilzad, l'ambasciatore americano in Afghanistan, ha detto che Wazir era «un noto uomo d'affari, che organizzava e agevolava attività terroristiche» coinvolto in attacchi sia ad operatori umanitari sia ad Afghani impegnati nei lavori di costruzione dell'autostrada da Kabul a Kandahar».

Poco tempo dopo la divulgazione della notizia della morte dei nove bambini, sospetti banditi talebani hanno rapito due indiani che lavoravano alla strada, finanziata dagli Stati Uniti, nei dintorni di Zabul e due turchi che lavoravano ad un progetto per lo scavo di un pozzo vicino a Kabul. Una bomba è stata fatta detonare nella città di Kandahar ferendo almeno 18 persone.

L'incidente è giunto con tempismo. La loya jirga costituzionale del Paese, un consiglio nazionale per porre le basi per le elezioni del prossimo anno, si apre questa settimana a Kabul.

Donald Rumsfeld, Segretario della Difesa degli Stati Uniti, ha incontrato Karzai la scorsa settimana per discutere dell'aumento degli attacchi da parte dei talebani. Rumsfeld ha detto che voleva ripetere il successo di una missione effettuata da una squadra per la ricostruzione guidata dagli Inglesi, che aveva persuaso uno dei più potenti signori della guerra nel Paese, Abdul Rashid Dostun, a disarmare il suo esercito. Ma tali iniziative verrebbero rese molto più difficili dopo le morti dello scorso fine settimana, che seguono altre morti dal «fuoco amico». A novembre sei civili sono rimasti uccisi in un attacco aereo nella provincia di Paktika, nel sud, solo tre settimane prima che otto membri della stessa famiglia morissero in un attacco nella provincia di Nuristan.

«Un rapporto pubblicato lo scorso febbraio da "The Guardian" ha stimato che il numero di morti causate da questi incidenti si aggirino tra 1300 e 8000. Una indagine conferma ora quanto temuto da molte agenzie umanitarie, ovvero che il numero delle «vittime indirette» superi di gran lunga quelle dovute ad attacchi diretti. Almeno 20 mila afghani hanno perso la vita indirettamente a causa di attacchi americani.»

The Guardian, 20 maggio 2002

A luglio dello scorso anno, il governo afghano ha riferito che 48 persone rimasero uccise e 117 ferite, quando una nave da guerra americana aveva attaccato un ricevimento di matrimonio.

Per ulteriori approfondimenti sulla guerra americana in Afghanistan puoi visitare il sito del professor Herold:
http://pubpages.unh.edu/~mwherold